Memoria di una voce che non poteva parlare
Ogni esperienza è diversa e ogni persona vive il proprio percorso in modo unico.
divulgava la Parola e dava fastidio...
Non sono sogni qualunque.
Sono scene che emergono con una forza emotiva sorprendente, come se appartenessero a un ricordo molto antico.
Non importa stabilire se quel ricordo appartenga realmente a una vita passata oppure se sia un'immagine simbolica emersa dall'inconscio.
La mente profonda, infatti, non distingue in modo netto tra ciò che è reale e ciò che viene vissuto intensamente nell'immaginazione.
Quando un'immagine, un'emozione o una scena emerge durante uno stato di coscienza profonda – come quello che si raggiunge nella regressione – l'inconscio la vive come un'esperienza autentica.
Ed è proprio per questo che diventa possibile lavorarci sopra:
osservarla, comprenderla, trasformarla e sciogliere le emozioni che porta con sé.
Quando il cambiamento avviene a livello interiore, spesso i suoi effetti iniziano a manifestarsi anche nella vita quotidiana, nel modo di pensare, di percepire e di reagire alle situazioni.
In altre parole, l'esperienza vissuta dentro, può aprire nuovi spazi di libertà e miglioramento emotivo anche fuori, nella realtà di tutti i giorni.
Timidezza ed Enormi Difficoltà di Parlare in Pubblico
Angela, 42 anni, un disagio importante che si portava da sempre, fin da piccola: vergogna, timidezza, blocco della parola, soprattutto quando si trovava in gruppo.
Questo le creava seri problemi nel suo attuale lavoro di Terapeuta Energetica.
Aveva già provato vari metodi di rilascio, senza nessun risultato. Ed in nessun modo riusciva ad arrivare alla causa dei suoi blocchi.
Durante la sessione di ipnosi regressiva guidata, si ritrovò improvvisamente catapultata in una realtà che stava osservando chiaramente.
Ne percepiva i colori, sentiva i profumi, udiva i suoni...
Descrive ciò che vede:
-- "Davanti a me c'è un bosco fitto, umido di rugiada, attraversato da un piccolo ruscello.
Gli alberi sono alti, scuri, e tra i tronchi intravedo una piccola casa di legno, semplice, ma accogliente.
Non è una casa ricca. E' una casa di chi vive in silenzio, in armonia con la natura. E' casa mia."
Le faccio varie domande... sta scendendo molto in profonditò... Ha un ottima capacitò visualizzativa, tanto che mi sembra di essere lì, assieme a lei.
-- "E' l'anno 1774. Ho circa venticinque anni.
I miei capelli sono lunghi, castani, sciolti sulle spalle.
Indosso un vestito semplice, con un grembiule consumato dal lavoro.
Tra le mani tengo un cesto di erbe, radici e fiori raccolti nel bosco.
Ma non sono erbe qualsiasi.
Sono quelle che uso per i decotti, per le tisane, per calmare il dolore o aiutare a guarire."
Perché sapeva spiegare le cose con una chiarezza che toccava il cuore. Parlava di Anima, parlava di energie che governano la Natura, parlava in modo strano per il tempo in cui viveva.
-- "Avevo una voce. " - mi dice.
-- "Divulgavo la Parola, e la mia voce arrivava alle persone.
Andiamo avanti nel tempo e cambia la scena...:
Arrivano degli uomini
-- "Il bosco rimane lo stesso.
La casa è ancora lì, con una piccola luce accesa dentro.
Ma in lontananza sento del rumore. Uomini a cavallo stanno arrivando, ma non sono viandanti.
Sono stati mandati a prendermi..."
non sorpresa, ma un presentimento antico.
-- " Vedo gli uomini scendere dai cavalli. Sono tanti... dove potrei scappare?
Mi prendono. Mi legano. Non mi danno spiegazioni. Non rispondono alle mie domande.
Mi portano via... percepisco angoscia... vorrei urlare, ma nessuno mi sentirebbe e soprattutto, nessuno mi aiuterebbe.
Guardo la mia casa, guardo il mio bosco, respiro forte per trattenere dentro di me il profumo della bellezza che mi circonda... so che non tornerò mai più!"
La Piazza e la Gogna
C'é un palco di legno. E sopra il palco una gogna.
Vede la testa e le mani bloccate nel legno, per esporla alla vergogna e al giudizio della folla.
-- "Ho paura... " -- dice.
-- "Sono terrorizzata. Sono in tantissimi. Non c'è silenzio. Sento tante voci. Urlano, imprecano. Mi deridono. Mi stanno giudicando."
Nel ricordo emerge un dettaglio molto forte:
la gente rideva.
Rideva mentre lei veniva esposta. E giudicava.
Perché Sophie non era accusata solo di usare erbe. Era accusata di blasfemia. Era accusata di eresia.
Era accusata di parlare. Di guarire.
Di influenzare le persone.
Di dire cose che non dovevano essere dette. L'ignoranza dell'Anima doveva rimanere sovrana.
Per questo doveva morire.
Un boia.
Nel ricordo di Sophia emerge un gesto preciso.
Una tenaglia.
La lingua presa a forza e tirata.
Il messaggio era chiaro.
Non era solo una punizione.
Era un simbolo.
"Questa donna non parlerà più."
Il Processo di Rilascio
Non un rituale magico.
Ma un processo di consapevolezza e rilascio emotivo di tutti i contenuti che erano emersi.
Comprensibilmente ci furono momenti molto forti ed emotivamente dolorosi durante tutta questa sessione.
Sophie fu guidata a osservare quella scena da una prospettiva diversa. Non più come vittima.
Furono fatte tre cose fondamentali:
* Riconoscere il dolore vissuto
* Restituire quella memoria al passato
* Riprendere la propria voce nel presente.
Il simbolo usato fu molto semplice.
La lingua non era più qualcosa che poteva essere tolto.
Era la voce dell'Anima.
E quella voce, nel presente, poteva tornare a esprimersi.
Il Ritorno alla Coscienza
Quando la regressione terminò, Angela tornò lentamente allo stato di coscienza ordinario.
Ma ora, con una consapevolezza nuova.
Per tutta la vita aveva avuto difficoltà ad esprimersi.
Non era mancanza di idee. Quelle erano abbondanti.
Era la sua voce bloccata, da dentro.
Paura di parlare,
Paura di esporsi.
Paura di essere giudicata.
Ogni volta che doveva parlare davanti a molte persone, sentiva un nodo alla gola. Come se il corpo ricordasse qualcosa.
Esperienze come questa non servono per dimostrare se le vite passate esistono o meno.
Servono per qualcosa di più importante.
Aiutano a comprendere perché alcune emozioni o paure sembrano così profonde.
E soprattutto aiutano a fare una cosa fondamentale:
Riprendere POTERE della propria voce nel presente.
Oggi quella stessa donna si ritrova in un luogo molto diverso.
Non c'è più una piazza piena di scherno.
Non c'è una gogna.
Ora c'è una sala luminosa. Una grande stanza con travi di legno, vetrate aperte sulla natura.
Persone sedute o distese sui tappetini, in silenzio.
E al centro, una donna che guida meditazioni e percorsi interiori.
Ora Angela PARLA. con calma. Con rispetto. Con consapevolezza.
La voce che un tempo era stata silenziata
oggi è diventata uno strumento di aiuto e guarigione per gli altri.
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Quando la mente non riesce più a trovare risposte, può essere utile ascoltare ciò che emerge da livelli più profondi della coscienza.
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